lunedì 25/07/2022 • 06:00
Dare punteggi ai cittadini per, poi, prevedere benefici o sanzioni è una delle modalità più pericolose di trattamento dei dati nella società digitale, capace di generare discriminazione, di ridurre il cittadino a una “cifra” e di aumentare la mercificazione dei dati.
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Ce lo insegna, del resto, anche la storia. Questo è il motivo per cui i Garanti privacy e il legislatore europeo sono particolarmente attenti a delineare i limiti giuridici di tali attività.
Una società del controllo e del punteggio
Black Mirror, la pregevole serie televisiva focalizzata soprattutto sugli aspetti patologici delle nuove tecnologie (ma non solo), ha dedicato il primo episodio della terza stagione (“Caduta Libera”) all'idea di una società attorno a noi che valuti costantemente la nostra posizione all'interno di una comunità, elaborando i nostri dati e assegnando continuamente punteggi, o premi, al nostro operato e al nostro stesso modo di vivere.
Lacie, la protagonista della puntata, vive in una città nella quale le persone sono giudicate tramite un'app che si basa sulla loro popolarità e che vede attiva la possibilità di un rating costante (“voto alla persona”) da zero a cinque.
Grazie alle valutazioni altrui, si può vivere più o meno bene nella società: comprare case, accedere a servizi e benefit, ottenere un lavoro migliore.
Sono veri e propri “punti sociali” che condizionano la vita reale, soprattutto se le valutazioni della persona sono negative.
Si pensi a un...
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