mercoledì 12/03/2025 • 06:00
L'11 marzo 2025, il Consiglio Ecofin ha adottato il pacchetto IVA nell'era digitale (riforma ViDA) e ha informato di aver raggiunto un accordo politico sulla Direttiva sulla cooperazione amministrativa in materia fiscale (DAC9).
redazione Memento
Pacchetto ViDA
L'11 marzo 2025, il Consiglio Ecofin ha dato il via libera definitivo al pacchetto ViDA per rendere le norme dell'UE sull'IVA adeguate all'era digitale.
Le norme dell'UE in materia di IVA devono tenere il passo con la trasformazione digitale dell'economia. Il pacchetto darà una spinta alla competitività dell'UE, aiuterà a contrastare le frodi IVA e ridurrà l'onere amministrativo per le imprese.
Inoltre, il pacchetto comprende una direttiva, un regolamento e un regolamento di esecuzione, introducendo modifiche in tre diversi aspetti del sistema IVA.
Nel dettaglio, le nuove norme prevedono:
La direttiva, il regolamento e il regolamento di esecuzione entreranno in vigore il ventesimo giorno successivo alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE. Mentre i regolamenti saranno direttamente applicabili, la direttiva dovrà essere recepita nel diritto nazionale.
Si ricorda che l'8 dicembre 2022, la Commissione UE ha presentato il pacchetto “IVA nell'era digitale”, composto da tre proposte:
Cooperazione amministrativa in materia fiscale (DAC9)
L’11 marzo 2025 il Consiglio Ecofin informa, inoltre, di aver raggiunto un accordo politico sulla direttiva sulla cooperazione amministrativa in materia fiscale (DAC9).
La direttiva rafforzerà la cooperazione e lo scambio di informazioni sulla tassazione minima effettiva delle imprese, per garantire un migliore rispetto degli obblighi di dichiarazione da parte dei gruppi multinazionali e dei grandi gruppi nazionali, in conformità con la Direttiva Pilastro 2, che ha recepito nel diritto dell’UE la corrispondente parte dell’accordo globale del G20/OCSE. Questo accordo è stato raggiunto per ridurre il rischio di erosione della base imponibile e di spostamento dei profitti, assicurando che le grandi imprese paghino un’imposta minima effettiva.
Le imprese interessate avranno un formato unico per la dichiarazione delle informazioni rilevanti, e le autorità fiscali degli Stati membri collaboreranno strettamente nello scambio di tali informazioni. Questo semplificherà notevolmente il processo di dichiarazione e ridurrà l’onere amministrativo sia per le autorità fiscali che per le aziende coinvolte.
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