martedì 30/08/2022 • 12:01
La Cassazione, con l'ordinanza n. 23374 del 26 luglio 2022, precisa che la somministrazione a tempo determinato è legittima anche nella pubblica amministrazione, quando non esclude la natura temporanea del lavoro tramite agenzia.
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Il requisito della temporaneità della prestazione
Con l'ordinanza n. 23374 del 26 luglio 2022, la Suprema Corte di Cassazione torna sul tema della legittimità dei contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato nel pubblico impiego privatizzato, evidenziando, nella sinteticità della pronuncia in commento, alcuni passaggi fondamentali per la tematica in trattazione.
In prima battuta, invero, la Corte ribadisce il principio per cui, in materia di pubblico impiego privatizzato, nell'ipotesi di illegittima o abusiva successione di contratti di somministrazione di lavoro a termine, pur essendo esclusa, ai sensi dell'art. 36, c. 5, D.Lgs. 165/2001 e dell'art. 86, c. 9, D.Lgs. 276/2003, la trasformazione della vicenda lavorativa in un rapporto a tempo indeterminato, si verifica in ogni caso la sostituzione della Pubblica Amministrazione-utilizzatrice nel rapporto di lavoro a termine e l'emersione del diritto del lavoratore al risarcimento del danno parametrato alla fattispecie di portata generale di cui all'art. 32, c. 5, Legge 183/2010, quale danno presunto, con valenza sanzionatoria e qualificabile come “danno comunitario”, determinato tra un minimo e un massimo, salva la ...
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